20 Luglio 2017


gli spettacoli

BLUES

Generici
una scena de La lunga permanenza interrotta
La lunga permanenza interrotta
(atto unico 1939)
Ritratto di Madonna
(atto unico 1941)
La camera buia

(atto unico 1956)

Interpreti
Paola Budel Giuseppe Costantino
Cinzia Pavese Rita Tancini



La biografia
Della vita di Tennessee Williams (1911-1983), le sue memorie, pubblicate nel 1975 per ragioni apertamente commerciali, ci consegnano solo la superficie. Droga, esperienze, discussioni.... confidenze false, appiattite dal magnetofono. Non utili per scoprire se c´ corrispondenza tra l´uomo e l´universo chiuso, ossessivo, brutale, squilibrato che ha saputo creare. Bisogna ricorrere ad altre fonti, leggenda e storia gi note. Fu, si sa, un bambino delicato, allevato da donne, con un padre collerico e spesso assente. soltanto alla morte di questo padre, nel 1957, che Tennessee Williams si sottoporr alla psicoanalisi. Ebbe una sorella, Rose, fragile come lui, compagna di gioco, che fu pi tardi internata per schizofrenia: I petali del suo spirito sono ripiegati dalla paura, scriver il fratello a proposito della sua malattia. Tennessee (Tenn per gli intimi) sar lo pseudonimo scelto dal giovane Thomas Lanier Williams per ricordare - dice la leggenda - la lotta dei suoi antenati contro gli indiani nello Stato omonimo, ed annunciare quella del giovane autore che voleva essere, dell´artista pioniere... Ha sempre mentito sulla sua et, che si ringiovaniva di tre anni a partire da un concorso letterario al quale pot partecipare grazie a questo sotterfugio. Conobbe, a Saint Louis, la povert, ed il suo rifugio era nel Sud, dai nonni, dove ritrovava la sua infanzia. I suoi problemi successivi: la timidezza morbosa, il gusto della solitudine, la paura delle donne e l´ inclinazione per i giovani uomini, il suo errare incessantemente dal divano dello psicanalista alle spiagge dei Caraibi, alla ricerca di una riconciliazione impossibile con s stesso e con il mondo, le cure di disintossicazione, l´ innamoramento per il poeta Hart Crane, suicida a 33 anni, tutto ci certamente si radica nella sua infanzia. Il puritanesimo dei suoi avi, che associa sessualit e colpa, fortemente ancorato in lui ed egli cercher, nella sua vita come nella sua opera, di risputarlo. Non necessario sapere di pi.
Il successo
Non si potrebbe sospettare in fondo che quest´uomo di teatro ha dovuto in parte la sua fortuna a tutti quei meravigliosi interpreti del cinema (Vivien Leigh e Marlon Brando - Un tram chiamato desiderio, Burt Lancaster e Anna Magnani - La rosa tatuata , Carroll Baker - Baby Doll, Elizabeth Taylor e Paul Newman - La gatta sul tetto che scotta, Katherine Hepburn - Improvvisamente l´estate scorsa, Ava Gardner e Richard Burton - La notte dell´iguana), che hanno saputo dare presenza, spessore e forza poetica ad un universo che avrebbe potuto, altrimenti, sembrare artificiale o ingenuo, o troppo pesantemente caricato di simboli?
La poetica
Vedevo una donna seduta su una sedia, in atto di attendere invano qualcosa, forse l´amore. La luce della luna splendeva attraverso la finestra, suggerendo la follia. Ho scritto la scena dandole il titolo: La sedia di Bianca al chiaro di luna
In una pice, un simbolo ha un solo scopo legittimo, quello di dire una cosa in modo pi diretto, con maggior semplicit e bellezza delle parole.
Lo spettacolo
Uno dei punti di forza del teatro di Williams che la sua drammaturgia rimane ancorata in profondit nei fantasmi soggettivi, ossessivi dell´autore, sorretti dalla ragnatela di una mostruosa complessit costituta dalle passioni e immagini che ciascuno di noi tesse attorno a s tra la nascita e la morte. Tutto il problema consiste, per il drammaturgo, nel rendere comunicabile quest´equazione personale. Se vi giunge, per mezzo di una lingua soprattutto extra-verbale fondata su un vocabolario di immagini.
Affrontare il teatro di Williams entrare in un´anima e ci sembrato di doverlo fare in punta di piedi, in un atteggiamento di ascolto, di rispettoso stupore. Non c´ luogo fisico ma un´aura rarefatta , non ci sono personaggi ma manifestazioni interiori di un unico personaggio che l´autore stesso, non ci sono azioni ma vibrazioni, non ci sono storie ma confessioni di un male di vivere originario che l´esperienza di vita alimenta. Di questo universo immateriale, quello che la messinscena pu restituire una partitura di suoni, musiche, voci che sussurrano e urlano sofferenza, disillusione, sconfitta, impotenza in un purgatorio senza speranza di redenzione. Un clima di oppressione quasi atmosferica , uno spazio visionario che ospita questi personaggi disincarnati, deformati dalla lente che scruta cervello e cuore e li restituisce come corpuscoli palpitanti e iridescenti sul vetrino di un microscopio.
Abbiamo messo gli strumenti scenici al servizio di questa dimensione freudianamente simbolica: scena e platea sono invertite per determinare punti di vista meno convenzionali, la scenografia inventa uno spazio che tratteggia ambienti reali ma deformati come nei sogni, la colonna sonora contamina fonti naturali di suono (il vento, un disco sul grammofono) con sonorit che provengono da mondi interiori, le luci colorano, crudeli o pietose, quest´universo degradato, gli attori, strumento principe, hanno l´arduo compito di mettere a nudo, con il ritmo struggente e dissonante del blues, l´epifania di un´anima.
chiara angelini

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