20 Luglio 2017


gli spettacoli

La Signorina Papillon

Generici
La Signorina Papillon di Stefano Benni
regia di Chiara Angelini
Interpreti:
Paola Budel Giuseppe Costantino
Marcello Esposito Monica Guglielminetti

Stefano Benni autore di vari romanzi e racconti di successo, tra i quali Bar Sport, Elianto, Terra!, La compagnia dei celestini, Baol, Comici spaventati guerrieri, Saltatempo, Margherita Dolcevita e Il bar sotto il mare. Ha collaborato con i settimanali L´espresso e Panorama, con i satirici Cuore e Tango, i mensili Il Mago (dove esord e dove pubblic a puntate parte di Bar Sport) e Linus, i quotidiani La Repubblica e il manifesto.antologie
Autore televisivo fu "battutista" di Beppe Grillo agli esordi. Sua la celebre gag del teorema "Pietro Longo=P2" per la quale L´Umanit, l´organo del Psdi chiese (senza successo) la rimozione di Grillo dalla RAI TV alla commissione parlamentare di vigilanza RAI[1]. Ora collabora con Beppe Grillo scrivendo alcuni interventi sul suo blog. Nel 1989 con Umberto Angelucci diresse il film Musica per vecchi animali, tratto dal suo romanzo Comici spaventati guerrieri e interpretato da Dario Fo, Paolo Rossi e Viola Simoncioni, ma gi due anni prima era stato sceneggiatore di un altro film, Topo Galileo di Francesco Laudadio, interpretato dall´amico Beppe Grillo e musicato da Fabrizio De Andr e Mauro Pagani. Con il jazzista Umberto Petrin autore di Misterioso. Viaggio nel silenzio di Thelonius Monk.
Dal 1998 al 1999 ha diretto la collana editoriale "Ossigeno", per la quale comparso anche come autore del racconto "Il pi veloce del cosmo", all´interno dell´ "Albo avventura N 1" (1998), nonch nell´inedito ruolo di fumettista nell´ "Albo avventura N 2" (1999).
I suoi romanzi contengono, tramite la costruzione di mondi e situazioni immaginarie, una forte satira della societ italiana degli ultimi decenni. Il suo stile di scrittura fa ampio uso di giochi di parole, neologismi e parodie di altri stili letterari. Nel 2009 ha recitato nel film Sleepless, diretto da Maddalena De Panfilis.
Tra gennaio e febbraio 2010 ha presentato la serata Bennac, un incontro tra Benni e lo scrittore francese Daniel Pennac.


L´opera
Certo, la signorina Rose Papillon un tipo alquanto particolare: dolce, (apparentemente) indifesa, sognatrice ma non priva di una sua forte personalit. E che si costruita un mondo, dove d´altra parte vive: il suo giardino. Tra rose che nascono, crescono, "si spampanano" e muoiono. Farfalle e farfalline che doviziosamente la signorina infilza... e addirittura un pappagallo morto ed impagliato che per conosceva tutto Mallarm a memoria. Questo il mondo della signorina Papillon: incantato, quasi sospeso nello spazio e nel tempo, universale. E surreale: come d´altra parte il linguaggio dell´opera teatrale di Stefano Benni.
La nostra eroina, parla, sogna, discetta nel suo mondo incantato, nel bozzolo protetto della tranquilla vita nel suo giardino, quasi un´oasi di purezza incontaminata. Lontano dai pericoli del mondo: ma molto pi vicino ad essi di quanto non si possa pensare.
Specialmente quando irrompono tra le magnolie, i bombi e le farfalle alcuni inquietanti personaggi, che in una dimensione di sogno - dietro il quale ben ravvisabile si nasconde l´incubo - paiono irrompere nella vita di Rose per portare scompiglio e tentazione, come per trascinarla via da l. Ecco Armand, sergente di una loggia simil-massonica, il sedicente poeta Millet travestito da giardiniere e la spregiudicata e civettuola cugina Marie Luise, talmente ambigua che con il corpo scosso dai singhiozzi sembra piangere e suscita la tenera sollecitudine dell´altra, mentre invece ride sarcasticamente chiamando "bietola" la fata del giardino incantato, rinfacciandole di non avere nessuna delle caratteristiche che la adattino alla vita della meravigliosa Parigi, dalla erre moscia alll´eleganza: perch Parigi non un giardinetto dove niente accade, ma una citt viva e pulsante, ricca di movimento. Dove tutto succede, compreso l´inganno e il delitto. E la tentazione rappresentata dalla capitale francese, dove le donne hanno in testa centinaia di candelieri che illuminano la sala, mentre gli uomini hanno in testa... le corna. E dove persino la bietola di provincia Rose pu con un po´ di buona volont diventare pi fetente, cinica e arrivista degli altri.
Ma sar davvero Parigi questa citt? O piuttosto, considerato la stile surreale della pice, una sorta di luogo-non-luogo, un posto metafisico dell´anima che contenga tutti gli elementi che l´autore intende rappresentare nella sua opera? E l´epoca nella quale si svolge l´azione? Verrebbe da pensare al XIX secolo, ma in realt, vista l´assenza di un preciso riferimento spaziale-temporale, potrebbe essere un tempo pi lontano: ma anche il nostro, visto che evidente l´intenzione di ambientare fatti, misfatti e pulsioni umane in anni che potrebbero tranquillamente corrispondere ai nostri.
Insomma un teatro quasi dell´assurdo, tra sogno e incubo, fantasia e realt (e se Rose si fosse sognata il tutto?) quasi un delirio tra farsa e tragedia con un tocco di spirito rivoluzionario: i tre personaggi sono in realt dei sovvertitori del tranquillo mondo pacifico e incantato che Rose con tanta pazienza si costruita, attirata e allo stesso tempo spaventata dalle blandizie del mondo reale.
Con l´avvento della tecnologia... chiss magari possibile pensare al mondo virtuale dove in tanti si rifugiano, come in una sorta di fuga dalla realt che pu essere crudele e ricca di insidie. Come la Parigi di Armand, Millet e Marie Luise. D´altra parte questo uno degli scopi che l´autore si prefigge: rappresentare con una riuscita serie di metafore le ipocrisie e le follie di una societ alquanto cinica e in evidente decadenza e imbarbarimento, tra complotti, colpi bassi e addirittura pensieri delittuosi.
Sar la signorina Papillon a decidere e, comunque vada, lo sconvolgimento portato nella sua esistenza da questi avvenimenti la costringer a valutare la sua stessa vita da un´ottica completamente diversa.

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