20 Luglio 2017


gli spettacoli

La casa di Bernarda Alba di Federico Garcia Lorca

Generici
disegno di F.Garcia Lorca
Personaggi e Interpreti
Bernarda: Chiara Angelini
Maria Josefa, madre di Bernarda:Cinzia Pavese
Angustias, figlia di Bernarda: Stefania Degiovanni
Magdalena, figlia di Bernarda: Ambra Ferrarotti
Amelia, figlia di Bernarda:Ivana Cantaro
Martirio, figlia di Bernarda: Laura Carrega
Adela, figlia di Bernarda: Dania Milanese
La Poncia, serva: Paola Budel
Serva: Cinzia Pavese

Commento ed esecuzione musicale: Riccardo Barena

Regia di Giuseppe Costantino




E´ un´opera teatrale in tre atti scritta nel 1936 da Federico Garca Lorca, alcuni mesi prima della sua morte e fu rappresentata per la prima volta a Buenos Aires nel 1945.
Assieme alle altre tragedie Yerma e Nozze di sangue, La casa di Bernarda Alba fa parte di una trilogia incentrata sul ruolo della donna e sulla sua sottomissione nella Spagna rurale degli anni trenta. Le vicende si snodano intorno al personaggio di Pepe il Romano che, per, non appare mai in scena.
La storia, ambientata in Andalusia, narra della dispotica Bernarda Alba, la quale, in seguito alla morte del marito, impone un lutto rigoroso alla madre Maria Josefa e alle sue cinque figlie (Angustia, Magdalena, Amelia, Martirio, Adela) impedendo loro di uscire di casa e di intrattenere rapporti con il sesso opposto; solo alla figlia maggiore, Angustia, che ha ereditato una parte consistente del patrimonio paterno, concesso sposarsi con un giovane del paese, "Pepe il romano", il quale unicamente interessato alla dote della sposa. L´ultimogenita Adela si innamora del promesso sposo della sorella, con cui ha una storia d´amore, portata alla luce da una delle sorelle maggiori. Bernarda finge di aver ucciso il giovane, scatenando una tragica vicenda: il suicidio per impiccagione di Adela, che non intende piegarsi alla volont della madre e che non intende rinunciare a Pepe. Per difendere l´onorabilit della propria famiglia, Bernarda Alba conclude il dramma proclamando che sua figlia morta vergine e ordinando il silenzio sull´intera vicenda.
Al centro dell´opera, tutta al femminile, una "madre padrona" che tiranneggia sulla vita delle sue cinque figlie, isolate dal mondo civile e soprattutto da quello maschile, soggette a regole morali primordiali tra cui vigono l´obbligo della castit e della dignit. Un´imposizione che segna indelebilmente i rapporti tra le sorelle pronte a distruggersi a vicenda piuttosto che vedere una sola di loro poter realizzare i propri desideri. Rancore e invidia sono i sentimenti prevalenti di fronte alla presenza di una madre disamorata che "passa sul cadavere" delle proprie figlie pur di mostrare all´esterno la purezza della sua prole.
Mai, nella letteratura spagnola, le donne sono state al centro come in questo dramma lorchiano. E, paradossalmente, mai l´uomo assente ha dominato tanto le loro vite. Il vuoto lasciato dall´uomo nella casa di Bernarda e che lei, eroicamente, tenta di occupare, si riveler un baratro dove precipiter tutto il gineceo. In assenza dell´uomo Bernarda adotta il ruolo ordinatore che la tradizione assegnava a lui ma l´adeguamento a questo ruolo inficiato dalla sua artificiosit e avr una ricaduta dolorosa e violenta per tutte.
A fare da collante del capolavoro di Lorca quel senso di inquietudine chiamato dagli spagnoli "duende": aver voglia di piangere, provare la paura, il brivido, la terribile vertigine che spinge verso un abisso di estasi e di spavento in cui i dubbi esistenziali, le pene, i tormenti, si dissolvono con una semplicit inspiegabile. Il vero duende alla ricerca di questo istante, cammina sulla lama di un coltello, tra equilibrio e follia, tra ribellione e rassegnazione. Il vero duende pieno di grida e di silenzi, due estremi apparentemente inconciliabili ma che qui procedono insieme. Il vero duende non provoca godimento, ma dolore.
Non una sequenza di armonie o di cadenze melodiose per incantare l´orecchio. Il vero duende fatto di voci lacerate che fanno male, anzi che feriscono, in sintesi, la pi primitiva delle catarsi.

La Casa di Bernarda Alba - Casale Monferrato - 4 novembre - recensione
A Casale Monferrato si tiene una stagione teatrale presso L´auditorium Santa Chiara, organizzata dall´associazione teatrale Nuovo Palcoscenico, che mi sembra giusto segnalare dopo aver assistito al primo spettacolo messo in scena proprio dalla compagnia che dirige la rassegna: "La Casa di Bernarda Alba " di Garcia Lorca.
L´auditorium una semplice sala decorata con teli di iuta che costituiscono anche le quinte e lo scenario, la scenografia scarna e oppressiva al contempo. Due panche da chiesa con inginocchiatoio e una sedia drappeggiata di nero trasportano immediatamente in uno spazio chiuso, denso di rancori e di speranze spente, in un gineceo laddove ogni peggiore aspetto caratteriale si ingigantisce per diventare l´unico tratto distintivo di ognuna delle protagoniste. E´ travolgente tanta cattiveria indotta e a lungo covata, la femminilit repressa e le coercizioni continue gravano pesantemente sull´animo dello spettatore che non pu sviare un attimo l´attenzione dalla bruttura morale e dalla frustrazione esasperata. Bernarda interpretata da Chiara Angelini con una convinzione e una bravura che persuadono e sconvolgono dall´inizio alla fine. La sua voce, in tutto ci che ordina ("io non penso, io ordino") e sibila, mossa mai da sentimenti filiali , ma sempre dall´ossessione del decoro e delle apparenze, la perfidia fatta suono. Molto fisici gli alterchi, con un ritmo che cresce in drammaticit e che vede i gesti liberarsi sempre pi dalla rigidit della convenienza imposta, sino alla disperazione che esplode nel dolore, nella rabbia e nel lutto, unico inizio e fine di vite appassite. La morte, dopo un crescendo giunto al suo apice, non liberatoria, ma solo un nuovo mezzo di coercizione e di finzione, in un cerchio chiuso di odio e repressione senza scampo. Veramente ottime sia le scelte di regia che privilegiano la nudit e la violenza della bruttura rappresentata, sia l´interpretazione di tutte le protagoniste che vivono e fanno vivere con reale partecipazione la loro crudele cattivit.

Consiglio di verificare man mano gli altri appuntamenti della rassegna "I Crepuscoli", che durer sino ad aprile, e spero vengano presto pubblicati sul sito del "Nuovo Palcoscenico" qui riportato.
http://www.nuovopalcoscenico.it/



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