20 Luglio 2017


gli spettacoli

L´uomo la bestia e la virtù

Generici
L´uomo, la bestia e la virtù
di Luigi Pirandello
regia
Chiara Angelini

PERSONAGGI
Il trasparente signor Paolino, professore privato
La virtuosa signora Perella, moglie del capitano
Il Capitano Perella
Il Dottor Nino Pulejo
La signora Tonina farmacista, sua sorella
Rosaria, governante del signor Paolino
Giglio e Belli, studentesse
Nonò, Nonò, ragazzina, figlia dei Perella
Grazia, domestica di casa Perella

INTERPRETI
Valter Nicoletta
Daniela Vizzotto
Giuseppe Costantino
Marcello Esposito
Cinzia Pavese
Paola Budel
Dania Milanese Ivana Cantaro
Laura Carrega
Ivana Cantaro
NP ringrazia Gianni Trinchieri
per la preziosa collaborazione nella realizzazione scenografica


Commedia, o come dice lo stesso autore, apologo in tre atti, scritta nel 1919, tratta dalla novella Richiamo all´obbligo (1906). Rappresentata per la prima volta al Teatro Olimpia di Milano dalla Compagnia Gandusio, fu pubblicata nel settembre 1919 sulla rivista Comoedia e nel 1922 in volume. Ne sfruttò la trama, con non poche modifiche, la pellicola di Steno che diresse nel 1953 Totò e Orson Welles nei due ruoli principali. Il titolo presenta i tre modelli morali di riferimento: l´uomo è il professor Paolino, trasparente e, in quanto tale, fustigatore implacabile dell´ipocrisia altrui, la bestia è il violento e irascibile Capitano Perella, la virtù è rappresentata dalla pudica, remissiva e trascurata moglie del Capitano, nonchè amante di Paolino. L´incontro fra i tre emblematici personaggi si consuma in una situazione comica di scontro fra questi modelli morali, determinato da un imprevisto: la signora Perella è rimasta incinta e, per rimediare all´intoppo, è necessario costringere il Capitano, che da anni trascura la moglie e indirizza le sue voglie verso porti meno domestici, ad un incontro erotico immediato che mascheri la vera fonte paterna.
E´ uno schema comico che ha molti illustri precedenti nella tradizione italiana, dalla novellistica boccaccesca al teatro del ´500 dove numerosissime sono le commedie basate su incontri notturni predisposti all´insaputa e contro la stessa volontà dei protagonisti. Su questo intreccio di natura farsesca Pirandello costruisce l´agitato movimento della sua commedia, fatta di scosse, rollìi, ondeggiamenti, sobbalzi che riflettono gli equivoci, le aggressioni, i pentimenti, le speranze e la disperazione dei personaggi che sembrano farsi guidare da un meccanismo artificiale, in un´esistenza da marionette, da esseri meccanici di un universo di cui il teatro rivela continuamente il carattere di finzione, di scollamento dalla realtà. Alla fine, l´uomo, la bestia e la virtù trionfano insieme, appoggiandosi, sostenendosi e quasi integrandosi tra loro, in un raggiunto equilibrio.
La nostra messinscena si concentra sulla turbolenta traversata - costellata di piccole e grandi menzogne, di corruzione, di sotterfugi, di debolezze - che l´intransigente professor Paolino si trova suo malgrado ad intraprendere. E´ il monito di Pirandello a chi si fa vanto di una "trasparenza" che non appartiene all´uomo, maschera nuda che non ricopre un volto ma un vuoto.












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