20 Luglio 2017


gli spettacoli

Tartufo di Molière

Generici
III atto Elmire e Tartufo
III atto Elmire e Tartufo
TARTUFO di MOLIRE
regia
Giuseppe Costantino

Madame Pernelle Daniela Vizzotto
Cleantine Paola Budel
Elmire Ivana Cantaro
Dorine Chiara Angelini
Damis Robert Fuscà
Marianne Dania Milanese
Orgon Valter Nicoletta
Valere Ambra Ferrarotti
Tartufo Giuseppe Costantino

Luci e fonica
Laura Carrega


Con la commedia noir "Tartufo", la compagnia di Casale Monferrato affronta per la quarta volta il teatrante Molierè: risale alle prime esperienze del gruppo la messinscena (1989), riuscitissima stando al successo di pubblico e di critica, de "La scuola delle mogli" mentre un po´ più recenti sono gli allestimenti de "L´improvvisazione di Versailles" e della farsa "Il medico volante", nella quale gli stilemi della commedia dell´arte sono evidenti nella vicenda e nei personaggi. Ben diverso è lo spessore di Tartufo, opera tra le più discusse ma anche tra le più studiate e apprezzate dalla critica e da quanti amano il Teatro.
Si alternano nelle regie, Chiara Angelini e Giuseppe Costantino, anche attori della compagnia,, fondatori di Nuovo Palcoscenico. E´ la volta di Costantino nell´affrontare "Tartufo" di Molière, del quale dice: "... pur non amando dirigere la cosiddetta commedia in costume, mi ha intrigato quanto di socialmente attuale si può ritrovare in questi salotti seicenteschi, dove, scavando un po´ tra tendaggi, velluti e parrucche, si può trovare materia per riflettere sulla falsità e sul vuoto contemporaneo..."

Tartufo apparve in scena la prima volta nel 1664: la commedia fece scandalo. La Chiesa cattolica, a quei tempi potente e inquisitoria, non gradì affatto la satira in essa contenuta. Molière fu accusato di empietà e un teologo della Sorbona arrivò a chiedere per lui il rogo. Non si giunse a tanto ma la commedia fu per qualche tempo interdetta a teatro e recitata solo in salotti privati.. La revisione cui l´autore sottopose il testo, l´intercessione del re, il progressivo venir meno dello strapotere delle sette religiose dominanti, consentiranno a Tartufo di tornare ben presto in scena e di divenire, da allora e fino ad oggi, uno dei titoli più rappresentati del repertorio di Molière.
Il parassita e ipocrita Tartufo, un malfattore dal losco passato, si introduce in casa del borghese Orgon e ne conquista gradatamente la fiducia grazie alla maschera di devozione verso gli insegnamenti della dottrina cattolica. Orgon si lascia a tal punto abbindolare da voler dare in sposa a Tartufo la figlia Marianne, già promessa in precedenza al giovane Valère e da decidere di nominarlo erede di ogni sua sostanza. Solo messo di fronte alla realtà del subdolo corteggiamento che Tartufo porta avanti nei confronti della moglie Elmire, Orgon si ravvede, aprendo la via ad un lieto fine che rispetta le regole del genere "commedia" ma lascia nei personaggi e negli spettatori più il disagio che non il sollievo dello scampato pericolo.

[Realizzazione siti web www.sitoper.it]