20 Luglio 2017


gli spettacoli

Uno sguardo dal ponte di Arthur Miller

Generici
una scena del I atto
una scena del I atto
UNO SGUARDO DAL PONTE di ARTHUR MILLER


regia
Chiara Angelini

Eddie CarboneGiuseppe Costantino
Avvocato AlfieriAlberto Raiteri
ChaterineDania Milanese
BeatriceDaniela Vizzotto
MarcoAlessandro Guida
RodolfoLuca Cecchini
LibertyMonica Guglielminetti
Agente immigrazioneMarcello Esposito
MikeRosario La Rovere
LouisSebastiano Guida
Luci e fonica
Nicol Angellaro


La vicenda:
L´emigrato italiano Eddie Carbone, portuale newyorchese, vive a Brooklyn con la moglie Beatrice e la nipote diciottenne Catherine, verso cui morbosamente geloso. Quando ospita a casa sua Marco e Rodolfo, immigrati clandestinamente negli Stati Uniti, non riesce a sopportare che tra la nipote e Rodolfo nasca un reciproco interesse e si convince che il giovane stia cercando di farsi sposare per ottenere la cittadinanza americana. Dopo averlo pi volte provocato, arriva addirittura a denunciarlo all´ufficio immigrazione e a farlo arrestare. La rivalit avr esito tragico e sar lo stesso Eddie a rimanere vittima della propria ossessione.
La storia di A view from the bridge:
Ambientato nella casa di un italoamericano di Brooklyn, il dramma si snoda sul tema classico di un amore insano che porta alla tragedia, inserendovi per interessanti e, per il tempo, coraggiosi elementi di critica sociale. La miseria degli immigrati italiani, la loro difficolt di adattarsi al nuovo mondo, l´incapacit di comprendere un sistema di leggi che ritengono differente dall´ordine naturale delle cose e, soprattutto, la vacuit del sogno americano popolano, tra le righe, le pagine di questa storia raccontata, come se si trattasse di un caso emblematico, da una sorta di ´avvocato dei poveri´. Una tragedia, come lo stesso Miller fa ammettere ai suoi personaggi, annunciata fin dall´inizio perch quelle condizioni sommate a quei sentimenti, a quelle passioni, non possono portare che ad un unico risultato, un risultato tragico. Di Uno sguardo dal ponte esistono due versioni: la prima, in un atto, rappresentata nel settembre del 1955 a New York, assieme con Ricordo di due luned; la seconda, in due atti, rappresentata nell´ottobre del 1956 a Londra. " Se questa storia era accaduta, e se non avevo potuto dimenticarla in tanti anni - ricorda Miller -, essa doveva avere per me un qualche significato, e potevo scrivere ci che era accaduto, e perch era accaduto; e del significato che ci aveva per me, descrivere quel tanto di cui mi rendevo conto. Tuttavia desideravo lasciare l´azione cos com´era, in modo che lo spettatore avesse la possibilit di interpretarne il significato interamente per conto suo, e accettare o respingere la mia interpretazione. Questa consisteva nell´orrore d´una passione che nonostante sia contraria all´interesse dell´individuo che ne dominato, nonostante ogni genere di avvertimento ch´egli riceve, e nonostante perfino ch´essa distrugga i suoi principi morali, continua ad aumentare il suo potere su di lui fino a distruggerlo".
La seconda versione, quella che si pu leggere nella traduzione italiana, nasce dalla precedente e ne costituisce il superamento, essendo il risultato di un processo di sostanziale rielaborazione drammaturgica e critica. Per capire il significato dei dramma, sia in se stesso come nelle intenzioni di Miller, opportuno rifarsi ai motivi che hanno indotto l´autore ad attuarne la seconda edizione, tanto pi che egli stesso ha avuto cura di documentare il fenomeno. Si deve dire innanzi tutto che la vicenda raccontata in uno sguardo dal ponte trae origine da un fatto di cronaca dal quale Miller fu profondamente e a lungo turbato: una torbida vicenda familiare, ambientata tra gli immigrati italiani di Brooklyn, per lo scrittore al medesimo tempo illogica e significativa, perfetta e misteriosa come una manifestazione del fato greco (non a caso a Broadway la scenografia era dominata da un frontone di stile greco). Uno sguardo dal ponte fu rappresentato per la prima volta in Italia nel gennaio del 1958 con una regia di Luchino Visconti salutata dalla critica come magistrale: protagonisti Paolo Stoppa, Rina Morelli, Marcello Giorda, Ilaria Occhini, Sergio Fantoni e Corrado Pani; le scene, particolarmente ammirate, erano di Mario Garbuglia. Nell´ottobre del 1967, nove anni pi tardi, Raf Vallone, che sempre nel 1958 era stato protagonista del dramma nell´edizione parigina allestita da Peter Brook, ha riproposto al pubblico italiano, con la propria regia, l´opera, avendo al fianco Alida Valli, Massimo Foschi, Lucio Rama, Lino Capolicchio e Delia Boccardo; scenografo Enrico Job. Nel 1962 Raf Vallone fu anche protagonista dell´edizione cinematografica del dramma, per la regia di Sidney Lumet. Pi recentemente, stato interpretato nel 1983 da Gastone Moschin (con Graziano Giusti, Paila Pavese, Marco Maltauro), per la regia di Antonio Calenda, e, nel 1995, da Michele Placido, Guja Jelo, Nino Bellomo, Karin Proia, Beppe Zarbo, Ettore Bassi, diretti da Teodoro Cassano.
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